APE con caminetto alla luce della modifica introdotta dal Dlgs 48/2020, sul concetto di "impianto termico" e accesso al SUPERBONUS

Il presente quesito, di fondamentale importanza per l’applicazione del superbonus (ma non solo).
Il nuovo concetto di impianto termico previsto dal Decreto legislativo 192/05 come modificato dal DLgs 48/2020 ha cambiato radicalmente il concetto di impianto in quanto sono stati inclusi anche caminetti e stufe o terminale con potenza anche inferiore a 5KW purchè avente caratteristica di “impianto fisso”, e chi più di un caminetto è un impianto fisso?

Il punto è: come va considerato ed inserito a sistema in un qualsiasi software il caminetto in questione? Qui casca l’asino.
L’assistenza ufficiale dei vari programmi non da risposte, nessuno a ben vedere ne da, perchè anche il MISE non ha modificato le linee guida per la stusura degli APE, per cui il professionista si trova bloccato alla nuova definizione che porterebbe l’immobile ad avere accesso al superbonus (previe le altre verifiche) senza però sapere come applicarla al caso pratico.

I software di calcolo per la redazione di APE, dinnanzi ad un impianto a biomassa (come la legna) chiedono dati quali bruciatore, controllo dell’aria, potenza termica nominale e minima, rendimento del generatore e così via.
COME SI POSSONO STIMARE QUESTI DATI PER UN COMUNISSIMO CAMINETTO APERTO?
Non dovrebbero esserci linee guida comuni per tutti per cui si da una potenza convenzionale a qualsiasi tipo di camino aperto, ottenendo così il medesimo risultato a prescindere dal tecnico che stila l’APE?

Qualcuno in merito ha trovato maggiori chiarimenti o sa come è possibile muoversi?

In aggiunta al quesito posto e alla quale nessuno ha ancora partecipato, ma che l’avvocato ha menzionato nella seconda opra della lezione di venerdì scorso (16/10), farei notare la FAQ 4 di ENEA della nuova sezione “superbonus”

FAQ n.4.
Per usufruire delle detrazioni fiscali previste dall’ecobonus (ex legge 296/2006 e D.L. 63/2013 e successive modificazioni) e dal Superbonus (detrazioni fiscali del 110% ex D.L. 34/2020 come convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77) è richiesta, tranne qualche eccezione, la presenza dell’impianto di climatizzazione invernale. Cosa si intende per impianto di climatizzazione invernale?Per la fruizione dell’ecobonus, l’immobile oggetto dell’intervento deve essere già dotato di impianto di climatizzazione invernale (vedi circolare dell’Agenzia dell’entraten. 36 del 31/05/2007). Si ricorda, in proposito che il D.lgs. 48/2020 ha modificato l’art. 2, comma 1, lettera l-tricies del D.lgs. 192/05 che, attualmente, definisce impianto termico: “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate”. Si desume che, ai fini della verifica della condizione richiesta per l’ecobonus e il Superbonus, l’impianto di climatizzazione invernale deve essere fisso, può essere alimentato con qualsiasi vettore energetico e non ha limiti sulla potenza minima inferiore. Ai medesimi fini, inoltre, l’impianto deve essere funzionante o riattivabile con un intervento di manutenzione, anche straordinaria. Nella circolare 24/E del 2020 è stato precisato, al riguardo, che gli interventi sono agevolabili a condizione che gli edifici oggetto degli interventi siano dotati di impianti di riscaldamento presenti negli ambienti in cui si realizza l’intervento agevolabile. Ciò implica, pertanto, che anche ai fini del
4 Superbonus è necessario che l’impianto di riscaldamento, funzionante o riattivabile, sia presente nell’immobile oggetto di intervento.

Qualcosa in più si comincia a percepire, ma sul fronte dell’APE e di come vada considerato il caminetto ai fini pratici e di potenza ancora nulla viene chiarito.
Mi piacerebbe se l’avvocato facesse ulteriori approfondimenti in merito, magari anche qui sul forum

Credo che la redazione degli ape, in particolar modo quelli convenzionali del super bonus, sia ancora un po’ in alto mare quanto alle regole tecniche… so che il cti ci sta lavorando… se avrò ulteriori info vi farò sapere

Ringrazio per la risposta e l’attenzione che mette ai nostri quesiti.
Mi piacerebbe capire come il tecnico dovrebbe comportarsi frattanto che chi di dovere (chi poi? il Mise?) decida delle linee guida convenzionali per tutti e visto che il superbonus è già operativo e i clienti non fanno altro che chiederne notizie.
E’ sempre più complesso da parte del professionista spiegare al cliente che ci sono ancora grosse lacune da colmare da chi di dovere per poter avviare in SERENITA’ i lavori ed accedere al superbonus senza futuri disguidi e rischi.
A mio modesto parere si doveva far slittare la partenza finchè tutto ivi comprese le metodologie per gli APE non sono state chiarite, alla luce perlomeno delle modifiche attuate alla normativa.